loader image

La storia

Un gruppo di appassionati tartufai dediti alla libera ricerca decise di dare vita ad una associazione.

A partire dal 1968 il mondo del tartufo iniziò ad avere una prima svolta significativa dal punto di vista della disciplina dell’attività di ricerca e raccolta.

I Comuni, per primi, iniziarono a predisporre dei regolamenti che imponevano al tartufaio di detenere un tesserino abilitativo diverso per ogni ambito territoriale di competenza comunale, vincolando così l’attività del cercatore. Nella provincia di Ravenna in quegli anni si creò un gruppo di appassionati tartufai dediti alla libera ricerca che per contrastare i predetti regolamenti e per avere un’unica voce decise di dare vita ad una associazione.

Nel 1972 con atto del Notaio Gian Paolo Toscano venne costituita l’Associazione Regionale Tartufai dell’Emilia Romagna con sede in Ravenna e fu una delle prime associazioni di tartufai costituite in Italia, con lo scopo di organizzare e riunire i cercatori di tartufi della regione, di promuovere leggi a tutela sia dei cercatori che dei luoghi di raccolta dei tartufi, di osteggiare la costituzione di riserve private, di collaborare con le autorità competenti alla tutela del patrimonio forestale.

A partire dal 1975, a seguito di varie contestazioni portate avanti dalla predetta associazione, si ottenne la possibilità di avere un tesserino non più comunale ma provinciale che permetteva al tartufaio di recarsi in tutte le province dell’Emilia Romagna. Successivamente, a partire dal 1980, venne fondata l’associazione Arci Tartufi Ravenna e, nel frattempo, nacquero altre medesime associazioni in varie regioni d’Italia. L’associazione Arci Tartufi Ravenna ha contribuito a fondare il Coordinamento Regionale Associazioni Tartufai dell’Emilia Romagna ed ha contribuito a fondare anche la Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiani.

I Comuni, per primi, iniziarono a predisporre dei regolamenti che imponevano al tartufaio di detenere un tesserino abilitativo diverso per ogni ambito territoriale di competenza comunale, vincolando così l’attività del cercatore. Nella provincia di Ravenna in quegli anni si creò un gruppo di appassionati tartufai dediti alla libera ricerca che per contrastare i predetti regolamenti e per avere un’unica voce decise di dare vita ad una associazione.

Nel 1972 con atto del Notaio Gian Paolo Toscano venne costituita l’Associazione Regionale Tartufai dell’Emilia Romagna con sede in Ravenna e fu una delle prime associazioni di tartufai costituite in Italia, con lo scopo di organizzare e riunire i cercatori di tartufi della regione, di promuovere leggi a tutela sia dei cercatori che dei luoghi di raccolta dei tartufi, di osteggiare la costituzione di riserve private, di collaborare con le autorità competenti alla tutela del patrimonio forestale.

A partire dal 1975, a seguito di varie contestazioni portate avanti dalla predetta associazione, si ottenne la possibilità di avere un tesserino non più comunale ma provinciale che permetteva al tartufaio di recarsi in tutte le province dell’Emilia Romagna. Successivamente, a partire dal 1980, venne fondata l’associazione Arci Tartufi Ravenna e, nel frattempo, nacquero altre medesime associazioni in varie regioni d’Italia. L’associazione Arci Tartufi Ravenna ha contribuito a fondare il Coordinamento Regionale Associazioni Tartufai dell’Emilia Romagna ed ha contribuito a fondare anche la Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiani.

Negli anni 2000, abbandonata l’Arci Tartufi Ravenna, venne fondata l’attuale Associazione Tartufai Ravenna, centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico ed a durata illimitata.

Promuove la libera ricerca, la tutela del patrimonio tartufigeno, il rispetto degli habitat naturali che debbono essere preservati. Promuove altresì la tutela e la salvaguardia delle piante superiori che producono tartufo nonché tutto l’intero patrimonio tartufigeno, facendo interventi e servizi finalizzati al mantenimento e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e del patrimonio forestale. L’Associazione Tartufai Ravenna, nel corso degli anni, ha contribuito a svolgere svariate attività di piantumazione delle piante superiori tartufigene, una di queste attività è stata la piantumazione del Canale Naviglio da Faenza ad Alfonsine.

Da ultimo, nel 2021, è stata eseguita la piantumazione del campo addestramento cani di Taglio Corelli di Alfonsine, luogo in cui i veterani si incontrano con i neofiti trovando un contesto perfettamente idoneo per addestrare il cane e per affinare le tecniche di ricerca. Ogni anno vengono organizzate delle manifestazioni culinarie che promuovono il tartufo mediante degli eventi: Sagra del Tartufo Bianco Pregiato Romagnolo; Sagra del Tartufo di Pineta (la più antica d’Italia su tale tipologia di tartufo) e, infine, si organizza l’Osteria Arte del Tartufo per promuovere il tartufo estivo. Si ricorda, inoltre, che negli anni passati, l’associazione di Ravenna in collaborazione con l’Università di Bologna, ha fatto riconoscere il “Tuber Albidum Pico” o “Tuber Borchii” il cosiddetto tartufo “bianchetto o marzuolo” come prodotto destinato al consumo e, grazie a tale lavoro, portato avanti su una tipologia di tartufo tipico della zona del ravennate, è stato inserito nell’elenco dei tartufi freschi commestibili come disposto dall’art. 2 della Legge n. 752/1985.

Negli anni 2000, abbandonata l’Arci Tartufi Ravenna, venne fondata l’attuale Associazione Tartufai Ravenna, centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico ed a durata illimitata.
Promuove la libera ricerca, la tutela del patrimonio tartufigeno, il rispetto degli habitat naturali che debbono essere preservati. Promuove altresì la tutela e la salvaguardia delle piante superiori che producono tartufo nonché tutto l’intero patrimonio tartufigeno, facendo interventi e servizi finalizzati al mantenimento e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e del patrimonio forestale. L’Associazione Tartufai Ravenna, nel corso degli anni, ha contribuito a svolgere svariate attività di piantumazione delle piante superiori tartufigene, una di queste attività è stata la piantumazione del Canale Naviglio da Faenza ad Alfonsine.
Da ultimo, nel 2021, è stata eseguita la piantumazione del campo addestramento cani di Taglio Corelli di Alfonsine, luogo in cui i veterani si incontrano con i neofiti trovando un contesto perfettamente idoneo per addestrare il cane e per affinare le tecniche di ricerca. Ogni anno vengono organizzate delle manifestazioni culinarie che promuovono il tartufo mediante degli eventi: Sagra del Tartufo Bianco Pregiato Romagnolo; Sagra del Tartufo di Pineta (la più antica d’Italia su tale tipologia di tartufo) e, infine, si organizza l’Osteria Arte del Tartufo per promuovere il tartufo estivo. Si ricorda, inoltre, che negli anni passati, l’associazione di Ravenna in collaborazione con l’Università di Bologna, ha fatto riconoscere il “Tuber Albidum Pico” o “Tuber Borchii” il cosiddetto tartufo “bianchetto o marzuolo” come prodotto destinato al consumo e, grazie a tale lavoro, portato avanti su una tipologia di tartufo tipico della zona del ravennate, è stato inserito nell’elenco dei tartufi freschi commestibili come disposto dall’art. 2 della Legge n. 752/1985.