L’attività di ricerca sviluppata dal cane, adeguatamente e specificatamente addestrato, deve rappresentare per quest’ultimo un gioco, un allenamento, un divertimento e non un’attività che gli comporta stress e patimenti, poiché il cane che lavora desidera gratificare il proprio conduttore e, quest’ultimo, a sua volta, deve gratificare il cane.
Sin dalla primaria fase di addestramento alla ricerca del tartufo, che inizia nei primi mesi vita, nulla deve essere forzato, ma deve essere un esercizio di svago, un’attività motoria, una crescita volta allo sviluppo delle sue eccezionali doti.
Il rapporto di simbiosi che si crea tra uomo e cane rappresenta quel legame unico ed ineguagliabile che dona all’attività di ricerca e raccolta del tartufo un qualcosa di magico.